Campagna 2017, luci e ombre di un anno anomalo

Il 2017 si è caratterizzato per un estate torrida e siccitosa che ha avuto le sue ripercussioni su tutte le produzioni agricole e quindi anche sull’olio.

A compensare in parte la poca produzione di olive sulle piante, si è avuta una resa in olio elevata accompagnata da una qualità degli oli prodotti talvolta molto interessante.

La maturazione delle olive è progredita piuttosto velocemente e non sempre in modo regolare, a causa di un clima che è rimasto mite per tutto il mese di ottobre facendo anticipare la raccolta anche di 15 giorni rispetto alle precedenti annate; infine è poi opportuno ricordare e mettere in evidenza che si sono riscontrate situazioni completamente diverse e variabili anche tra olivete vicine tra loro, dovute a come le piante hanno affrontato e superato il caldo e la siccità estivi.

All’inizio della stagione era previsto una produttività ridotta affiancata però da una qualità elevata, visto l’assenza di malattie e di attacchi di mosca durante tutta la campagna.

I pronostici fatti a inizio ottobre, sono stati confermati con oli che hanno una qualità davvero elevata, rinfrancando così gli animi degli operatori del settore, compromesso, come abbiamo detto, dalla scarsa produzione.

Gli oli evo prodotti nel nostro territorio, presentati durante la manifestazione di PrimOlio, confermano quanto fin qui detto: qualità alta o molto alta, acidità molto bassa ed elevata presenza di polifoneli. Infine le caratteristiche organolettiche riscontrate in fase di assaggio hanno confermato la qualità del prodotto con note positive e caratterizzanti tipiche delle cultivar coltivate e del nostro territorio.

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